A coffee with Gustave Moreau
Citato negli anni Ottanta dell’Ottocento da Huysmans, uno dei principali interpreti
dell’Estetismo Decadente nel suo romanzo À rebours, Gustave Moreau
sviluppa all’estremo i caratteri fantastici e inquietanti della corrente
Simbolista spostando l’attenzione verso l’interiorità, in una direzione opposta
a quella degli impressionisti.
L’Apparizione raffigura Salomè che, secondo un
episodio narrato nel Vangelo di San Marco e in quello di San Matteo, si esibì
in una danza che piacque molto al governatore
Erode Antipa, concubino di sua madre Erodiade, ottenendo poi, in segno di
ricompensa, la testa di Giovanni Battista. Così
come accade nell’ opera teatrale Salomé, scritta
da Oscar Wilde nel 1891, il vero
protagonista del racconto diventa il personaggio femminile della principessa
Salomé, che seduce il re con la sua danza.
Immersa in un’ atmosfera mistica e
irreale Salomé avanza lentamente sulle punte, ripiegando il braccio destro che
tiene all’altezza del viso un fiore di loto, mentre con il sinistro indica il capo
mozzata di Giovanni Battista fonte di odio e di malsana attrazione della donna.
La testa, grondante di sangue,
lievita magicamente al centro dello spazio sprigionando una luce soprannaturale
che abbaglia Salomè e lascia intravedere le architetture buie del palazzo di
Erode.La principessa è ricoperta di
gioielli ricchi di diamanti e abiti sontuosi che ostenta senza pudore.
Salomè non è più soltanto la
ballerina che con la sua danza sinuosa e
avvolgente incanta chiunque le si trovi davanti, ma diventa l’incarnazione della
Lussuria, dell’isteria, della bellezza maledetta, diventa una bestia mostruosa,
indifferente, irresponsabile, insensibile: la femme fatale per eccellenza.
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