venerdì 15 giugno 2012

A coffee with Jacques Louis David

Il giuramento degli Orazi
(1784, Museo del Louvre- Parigi)


Il soggetto è tratto da una leggenda romana, secondo cui, durante il regno di Tullio Ostilio, per decidere l'esito della guerra tra Roma e Alba Longa, tre fratelli romani (gli Orazi) si dovettero scontrare contro tre fratelli di Alba (i Curiazi). Dei Curiazi non sopravvisse nessuno mentre dei tre Orazi uno riuscì a ritornare a Roma sancendo la vittoria per la capitale dell'impero. La donna che piange seduta è una delle sorelle degli Orazi (Camilla) che, destinata sposa a uno dei Curiazi, si rende conto che perderà qualcuno di caro in entrambi i casi.



Il momento scelto da David non è quello combattimento ma quello del giuramento perché nelle mani alzate, nelle spade tenute dal padre, nel gruppo delle donne affrante, si manifestano consapevolezza, determinazione e coraggio.
Il punto centrale del quadro coincide con la mano sinistra del vecchio padre che solleva in alto le tre spade scintillanti: verso quel punto convergono tutti gli sguardi dei quattro personaggi maschili, ma anche le linee di fuga della prospettiva centrale sulla quale è disegnato lo spazio.
David mette in posa tutti i personaggi con gesti teatrali e molto comunicativi: gli uomini abbracciati, con le gambe divaricate e il braccio disteso, sguardi e gesti molto decisi, comunicano il senso di nervosismo che precede la battaglia. Le donne in pose abbandonate, sembrano rassegnate e tristi. La madre più indietro è avvolta nell'ombra e con il suo mantello scuro copre i bambini in segno di lutto come per consolarli. Il padre degli Orazi, al centro, alza le spade e allarga una mano come per dare una benedizione o un augurio.
Il senso di tensione è sottolineato anche dall'uso dei colori. David usa pochi colori, ma distribuiti con molta efficacia espressiva. Prevalgono i bruni e i grigi che riempiono la scena, su questi si accendono alcune note squillanti: rossi, bianchi, azzurri, gialli.
David, per sottolineare la verità del racconto, ha ricreato con precisione l'interno di un'antica domus romana, vista dall'atrio: si vede il pavimento con i mattoni a spina di pesce, il portico ad archi sullo sfondo con le colonne di ordine tuscanico.
L'opera l’anno seguente venne esposta al Salon parigino (la più importante esposizione d'arte organizzata ogni anno a Parigi) riscuotendo un grande successo tra i maggiori artisti del tempo che la definirono "Il più bel quadro del secolo".

Nessun commento:

Posta un commento